This entry was posted on Mercoledì, 18/Giugno/2008 at 13:30 and is filed under DVD. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.


Il Libro della Giungla, ovvero la mania del 16:9

FILM: 6
Il Libro della Giungla è un film che in molti trovano alquanto poco entusiasmante, soprattutto perché in alcune scene prosegue in modo lentissimo e la struttura episodica che porta avanti Mowgli nei suoi vari incontri è mal costruita. Se è vero che anche lo stupendo Alice nel Paese delle Meraviglie è strutturato ad incontri, c’è da considerare la particolarità dell’elemento nonsense che lo rende cento volte più fluido del Libro della Giungla. Gli incontri di Alice non sono importanti in quanto tali, ma vanno unicamente inquadrati nella magnifica atmosfera surreale che pervade il film dal primo all’ultimo minuto. Il Libro della Giungla invece diventa noioso perché dietro ai singoli incontri non c’è assolutamente nulla. Anche la musica sembra spesso sia stata scelta nel modo sbagliato: già quella dei titoli di testa è di un malinconico inimmaginabile, per non parlare di canzoni come quella degli avvoltoi. È chiaro, anche questo film ha i suoi lati buoni, ma purtroppo sono davvero molto pochi: spicca in particolare il numero musicale di Baloo (da gustare assolutamente in lingua), quello di Re Luigi, l’incontro con Shanti (la ragazzina). Ma più di questo il film non offre. Da segnalare, oltretutto, che la trama è completamente stravolta rispetto ai libri originali di Kipling, anche se questo non costituisce sempre un demerito. La versione italiana è un po’ sottotono per essere opera di Roberto De Leonardis che negli anni precedenti (soprattutto negli anni ’50) ci aveva abituato a ben altro, mentre bisogna ammettere che la scelta delle voci è azzeccatissima e spesso migliore dell’originale. Per il resto è tutto davvero molto triste e desolante.
Nonostante ciò, purtroppo non ci si può esimere dal prendere questo film in DVD. Scopo di ogni collezionista e appassionato dovrebbe essere di comprare almeno tutti i classici prodotti dallo zio Walt quand’era ancora in vita, anche se in una sola edizione, e benché Il Libro della Giungla sia approdato nei cinema americani quando Disney era già defunto, egli contribuì per molto tempo e in modo significativo alla produzione del film. L’unica cosa che dispiace è che Disney abbia terminato la sua carriera con un film che di sicuro piace a più di una persona, ma che nessuno avrà mai il coraggio di mettere sullo stesso piedistallo dei grandi classici prodotti dal ’37 in poi.
VIDEO: 6-
restauro colore: 8,5
formato video: 5
1 punto in meno per l’assenza dei titoli di testa italiani
Fra i restauri delle platinum degli ultimi tempi è senza tema di smentita il migliore dopo La Carica dei Cento e Uno. La brutta abitudine che imperversava da tempo di stravolgere completamente i colori originali sembra essere arrivata al capolinea. Pochissime tonalità sembrano fuori posto e si rimane colpiti dal lavoro praticamente perfetto che è stato svolto per questa pellicola. È vero che c’è comunque qualche anormalità: alcuni verdi chiari, soprattutto all’inizio, sembrano un po’ troppo brillanti; il consiglio dei lupi è decisamente troppo illuminato per essere una scena ambientata di notte; Bagheera nelle scene notturne (ma non in quella in cui parla con Baloo) è di un viola assurdo; Kaa che propone a Shere Khan di perquisirlo è un oltremodo scuro; il laghetto in cui si trova la pietra su cui si siede sconsolato Mowgli nella scena degli avvoltoi è troppo nero. Ma per il resto c’è da inchinarsi di fronte ai restauratori che hanno realizzato quest’ottima ripulitura come non se ne vedevano da tempo per un titolo importante. Detto questo, è illogico pensare che al termine del film non appaiano i nomi di coloro che hanno ridato vita ai colori di questa pellicola diversamente da quanto è accaduto con tutte le altre platinum da Bambi in poi (e in particolare si veda lo scempio di Peter Pan) nelle quali i restauri erano decisamente più criticabili.
Al formato video, 1,75:1 in luogo di un originale intorno all’1,45:1, non si può dare la sufficienza per due ragioni. Il risultato del 16:9 è sicuramente molto buono, non fa intendere quasi mai che c’è stato un taglio (anche se per due tipi irrefrenabili come Baloo e Luigi lo schermo è un po’ troppo piccolo e spessissimo escono dal riquadro: basti guardare la sequenza in cui ballano insieme) e anzi in alcune scene è migliore del 4:3 tagliato leggermente ai lati e schiacciato che abbiamo sempre conosciuto finora (le tre dita di Luigi che offre due banane a Mowgli ora si vedono molto più chiaramente e l’effetto comico è maggiormente garantito). Ma come non essere dell’opinione che il DVD dovrebbe offrire la possibilità di vedere i disegni come sono stati concepiti originariamente? E qui è incontrovertibile il fatto che non sono affatto stati elaborati in questo modo. Oltretutto questo 16:9 ha tagliato completamente la scritta del libro inziale (quella che in italiano recitava “La legge della Jungla, ch’è la legge” ecc. ecc.) e la cosa è assai fastidiosa per chi conosce bene il film. E come non citare alcuni primi piani di Hathi e un primo piano di Shanti che il 4:3 rendeva in modo inconfutabilmente migliore, nonché la scena finale in cui Mowgli ha la damigiana in testa e alza le braccia come a dire “Che volete farci?” Lì la damigiana è completamente mozzata e il fatto che stia per cadere non è per nulla chiaro. Quindi quando effettivamente cade, non si capisce bene cosa stia succedendo e l’effetto si perde. Ma la cosa più snervante è che per le 2-dischi americane di Lilli e il Vagabondo e La Bella Addormentata, il film è stato proposto in due versioni sul primo disco (cinemascope e full-screen), perché non farlo anche con questo titolo? Quindi, anche se il risultato è gradevole, diamo al formato video appena quel punto in meno che non gli fa raggiungere la sufficienza, punto in meno giustificato anche dall’oscenità delle linee d’interlacciamento visibili in tantissime sequenze (sono righe orizzontali che si vedono sui colori molto omogenei, spesso in particolare sui corpi degli elefanti e di Baloo, dovute alla compressione del primo disco).
Per quanto riguarda i titoli di testa italiani, il punto va tolto perché quelli del Libro della Giungla erano particolarmente importanti: infatti per la prima volta riportavano i nomi dei doppiatori italiani, cosa che non accadde mai con i film prodotti precedentemente. Quindi costituiscono un pezzo di storia che pian piano, così facendo, andrà inevitabilmente perduto. Tra l’altro i nomi dei doppiatori italiani non appaiono neanche alla fine del film e la cosa è tanto più insensata se si pensa che per la platinum di Peter Pan sono stati ricercati i nomi di tutti i doppiatori italiani (quando invece i titoli di coda originali del ridoppiaggio ne riportavano solo 4 o 5), mentre qui erano praticamente tutti disponibili nei titoli di testa e sono stati bellamente ignorati.
AUDIO: 7-
inglese: 8
italiano: 6-
L’audio inglese sarebbe esemplare se non fosse per la mancanza della traccia monofonica originale (da questo punto di vista, in Italia solo Bambi merita un 10 pieno) e per i pezzi strumentali che appaiono di tanto in tanto visibilmente rimaneggiati. I trilli sono molto più squillanti e in generale tutte le musiche sono state enfatizzate. D’altronde non dimentichiamo che la E di DEHT sta per ENHANCED, che vuol dire proprio valorizzato, ritoccato. Insomma, quando parte la sigla del DEHT è come se mettessero le mani avanti e affermassero “Noi vi stiamo avvertendo a chiare lettere, la colonna sonora è ritoccata”. Tranquilli, potete anche non dircelo, lo sappiamo già da prima di acquistare il DVD, ormai ci abbiamo fatto il callo…
Per descrivere l’audio italiano basterebbero due sole parole: “Mamma mia!” Tagli non ce ne sono ad eccezione del “Come osi!” di Luigi quando la scimmia rosa suona al posto suo. Non sarebbe una teoria tanto campata in aria pensare che sia stato omesso di proposito: non avrebbe permesso d’inserire interamente la colonna musicale restaurata e per sole 2 parole hanno pensato bene che non fosse un grave danno… Comunque la grave deficienza dell’audio italiano è che, per la primissima volta, ci sono innumerevoli scene in cui il sonoro passa dal nostro doppiaggio cupo e invecchiato a quello fresco e scintillante originale. Per i DVD precedenti accadeva molto più di rado, mentre in questa nuova versione di questo film praticamente ogni scena in cui nessuno proferisce parola ha la colonna americana e la differenza con quella italiana delle scene dialogate è talmente forte che è impossibile non rimarcarla e non inorridire di fronte a uno orrore del genere. Già la vecchia VHS e il DVD Warner usavano l’audio originale per i titoli di testa per poi utilizzare il doppiaggio nel resto del film, e quindi, terminati i titoli, c’era il passaggio e dava un certo fastidio. Con questa nuova edizione, i cambiamenti da un audio all’altro vengono ripetuti ad ogni piè sospinto. Addirittura, per tornare all’esempio degli opening credits, il nuovo audio italiano usa il sonoro originale anche dopo i titoli e il nostro doppiaggio comincia nell’esatto momento in cui Bagheera comincia a parlare. “Quasi disgustoso, non mi piace affatto!” direbbe Mary Poppins.
EXTRA: 7+
Non male. Non sono moltissimi, quest’è vero, ma comunque possono definirsi abbastanza numerosi e soddisfacenti. I giochini diventano sempre di più, tra un po’ di tempo c’è da aspettarsi che avremo edizioni a 3 dischi blu-ray in cui uno intero sarà occupato da giochi! È giusto che ci siano, nessuno dice il contrario, però rubano tanto spazio al resto e costringono ad inserire dei bonus anche sul primo disco che invece dovrebbe avere solo il film o quasi così da garantire una qualità audio/video eccellente (e senza quelle maledette linee d’interlacciamento). Il making-of è ottimo, il passaggio da libro a film interessantissimo, le gallerie d’arte un po’ troppo povere ma possono andare. Impossibile non apprezzare il vecchio filmato con Frank e Ollie, le scene eliminate con Rocky il Rinoceronte e le canzoni perdute (benché queste ultime non siano sottotitolate). Il commento audio è come al solito un po’ ripetitivo, ma offre l’imperdibile opportunità di ascoltare estratti audio d’epoca che è qualcosa di grandissimo fascino. “Il richiamo del Libro della Giungla” e “Il ritorno del selvaggio Mowgli” non sono propriamente quei contenuti speciali che definiremmo irrinunciabili, ma riescono comunque ad essere degni di attenzione, soprattutto il secondo poiché è sempre carino sapere cosa ha fatto un bimbo famoso una volta cresciuto (in questo caso la voce originale di Mowgli). Quanto al video dei Neri Per Caso e quello dei Jonas Brothers… d’accordo, metteteceli pure, però addirittura i commenti dei Neri dopo aver cantato è un’esagerazione! È manifesto quanto il primo disco sia compresso all’inverosimile!!!
Da notare ancora una volta con quanto faciloneria/incompetenza lavorino i traduttori alla Buena Vista. Avete mai sentito parlare di qualcuno che è “coinvolto a qualcosa”? Evidentemente i sottotitolatori della BV l’hanno sentito. Da manuale (degli imbranati, però) anche la traduzione di subtext con sub-testo che non solo non significa niente in italiano, ma soprattutto sub-text è da sempre tradotto con significato sottointeso, al massimo sottotrama in alcuni casi (forse anche in questo andava bene). Per non parlare di quanto questi sottotitolatori si sono palesemente sforzati di comprendere i testi italiani delle canzoni ma non sempre con ottimi risultati: il classico tempo scandito militarmente a suon di “un dué, un dué” (con l’accento) per questi geniacci è diventato “un tre, un tre”… Per la serie: non sappiamo nemmeno contare…
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