Archive for Agosto, 2008

Nightmare Before Christmas

Author: Leprotto
08 31st, 2008

Edizione semplice (due dischi) (24 settembre): 

 
Limited Gift Edition numerata (due dischi) (24 settembre):
 
 
Blu-Ray Disc (1 disco) (15 ottobre):


 
Extra:
Cos’è questo? Tour alla casa infestata di Jack
Frankenweenie, con una nuova introduzione di Tim Burton
Vincent
Poema originale di Tim Burton narrato da Christopher Lee
Commento audio tutto nuovo con Tim Burton, il regista Henry Selick e il compositore Danny Elfman
Making of… Nightmare Before Christmas
I mondi di Nightmare Before Christmas
Scene tagliate mai viste al cinema!
Comparazione tra film e storyboard
Versione cinematografica originale
Poster
Booklet
Certificato di autenticità
 
Costo su dvd-store.it rispettivamente: € 19,90, € 109,90 e € 27,90



08 24th, 2008

Per ora si tratta di voci che bisogna prendere assolutamente con le pinze vista la polemica riguardante questo lungometraggio, ma il più controverso dei film di Walt Disney I Racconti dello Zio Tom potrebbe finalmente vedere la luce in formato Blu-ray. La voce viene da Wikipedia in cui si indica che l’edizione di prossima uscita della Bella Addormentata nel Bosco conterrebbe il trailer del film. Nell’articolo si legge:

“Fra gli sneak peek figurano Pinocchio, Bolt, La Principessa e la Rana, WALL-E, I Racconti dello Zio Tom e Trilli”

 

Source: songofthesouth.net



08 22nd, 2008

L’affidabile negozio on-line dvd-store.it conferma la data di uscita del prossimo titolo della serie Platinum, La Bella Addormentata nel Bosco, per il 15 ottobre 2008 e dà le seguenti 4 edizioni già prenotabili:

 

Deluxe con libro (33,90€):

 

Deluxe in confezione popup (23,90€):

 

Deluxe semplice (19,90€):

 

Blu-Ray Disc (27,90€):

 

Insomma, la Disney Italia sembra finalmente aver capito che esistono dei collezionisti anche sul nostro suolo e ha intuito (un po’ tardi, bisogna ammetterlo) come spillare loro fior di quattrini. I collezionisti meno esigenti riterranno più opportuno optare per una sola edizione, o al massimo due per maggiore completezza. Ma come scegliere tra le tante offerte? Per decidere è forse consigliabile attendere di sapere con precisione in che modo sono articolati il libro e il popup, così da poter scegliere l’una o l’altra edizione. Di certo il Blu-Ray Disc sembra irrinunciabile in quanto si tratta della prima Platinum e del primo vero classico distribuito nel nuovo formato. Non è azzardato pensare che alla lunga potrebbe essere un oggetto molto ambito come lo è sempre più la prima Platinum che uscì in DVD, vale a dire Biancaneve e i Sette Nani. Le condizioni sono identiche: Biancaneve deliziò i fan italiani troppo presto, in molti ancora non possedevano un lettore DVD e per questo vi rinunciarono. E quanti oggi hanno in casa un lettore Blu-Ray? La storia si ripete, ma non per i più avveduti!



Chiaro di luna

Author: Leprotto
08 22nd, 2008

In Norvegia, Hedda Nillson, una ragazza di buona famiglia il cui padre è un ricco banchiere, sta per sposarsi. Convinta che per questo motivo i suoi genitori vadano incontro ad un importante danno finanziario, decide di trovare un lavoro per aiutare la famiglia. Insieme al suo fidanzato Karl Berghoff, si predispone così a vivere per tre mesi come la gente semplice diventando lei una domestica e lui un autista personale. Dopo qualche clamoroso insuccesso, finisce col trovare un posto fisso in una famiglia in cui, per colmo di sventura, cede al fascino dell’umile autista Eric Landstrom. Quando viene a sapere che il suo timore di cadere sul lastrico è infondato, Hedda si ritrova in una situazione delicata. Come farà a salvare la sua storia con Eric nonostante la loro differenza di status sociale pur avendo riguardo per il suo fidanzato ufficiale e per i suoi genitori?

Dopo aver lavorato con la MGM per La grande festa, i Disney Studios realizzano, per la seconda e ultima volta, una sequenza d’animazione inedita per un lungometraggio di un concorrente che stavolta è la Fox.

Il film Chiaro di luna (Servants’ Entrance) esce il 26 settembre 1934, qualche mese dopo quello della MGM. Basato su un romanzo norvegese firmato dall’autore di successo Sigrid Boo, esso ha come attrice principale Janet Gaynor che incarna Hedda, mentre il suo alter ego maschile è impersonato da Lew Ayres nel ruolo dello chauffeur di mestiere di cui lei s’innamora. Il lungometraggio è una commedia che mescola romanticismo e umorismo. Difficile però giudicare il film nel suo insieme poiché resta ad oggi introvabile. Non disponibile in video, non è stato mai trasmesso in televisione e neanche è stato oggetto di un qualche restauro. Alcune delle sue copie sopravvivono tuttavia in rare collezioni private e nel centro di archivi cinematografici dell’Università della California di Los Angeles. La critica dell’epoca lo giudica gradevole e acclama la qualità recitativa di Janet Gaynor.

La scena firmata da Walt Disney riguarda un incubo di Hedda nel quale degli utensili e oggetti antropomorfici da cucina prendono vita e intendono vendicarsi del malo modo in cui vengono trattati. Tutto comincia quando un uovo vestito alla maniera di Humpty Dumpty (il personaggio dei racconti di Mamma Oca) si poggia ai piedi del letto della ragazza e chiama i suoi amici della cucina per portare avanti la sua vendetta. Istiga tutti gli utensili contro di lei e decide infine di svegliarla per notificarle la sentenza. Ma non fa i doverosi conti con il fascino dell’ingenua che, a forza di gentilezza e persuasione, riesce a capovolgere la situazione a suo vantaggio e far cambiare opinione a tutti gli oggetti che la minacciano. Placati, questi ritornano quindi gli uni dopo gli altri ai loro posti in cucina. Ultimo a lasciare la stanza è l’uovo, che cade dal letto al momento di saltare e si fracassa al suolo. Dal suo interno esce un pulcino che scappa dalla finestra e si rifugia in giardino. Tutta la sequenza è accompagnata da una canzone interpretata dai personaggi animati e, sul finire, anche da Hedda.

La scena circola attualmente su internet grazie all’estrema gentilezza di un collezionista americano che ha ben pensato di metterla a disposizione di tutti (cliccate qui!).

La tecnica che mischia il “live” ai “toon” era ormai collaudata alla Disney, ma non l’avevano usata più così intensamente dai tempi delle Alice Comedies. Certo, nel frattempo, la sequenza in cui interagiscono, ne La grande festa, Topolino e l’attore Jimmy Durante vanta già una perfetta padronanza della tecnica, ma quella di cui ci si è serviti per Chiaro di luna è ancora più evoluta. Infatti in questo film – ed è la primissima volta per i Disney Studios – sono i personaggi animati a muoversi in una scenografia “live” e non il contrario. Questa soluzione dovrà aspettare l’ultima scena dei Racconti dello Zio Tom nel 1946 e poi il secondo episodio di Bongo e i tre Avventurieri nel 1947 per essere nuovamente utilizzata. Gli effetti ottenuti sono meravigliosamente realistici, come ad esempio il punto in cui gli utensili cadono nella brocca d’acqua “live” provocando degli schizzi o ancora quello dove il vasetto di senape aziona la sveglia. L’animazione di questa sequenza rimarchevole è firmata dal talentuoso animatore Art Bobbit assistito da Billy Bletcher che presta la voce all’uovo, mentre Pinto Colvig (storica voce di Pippo) è il vasetto di senape.

Chiaro di luna è il secondo e ultimo compito del papà di Topolino per un concorrente. Il Maestro preferirà concentrarsi, infatti, sulla sua idea di un lungometraggio d’animazione da realizzare interamente nei suoi Studios. Le sue partecipazioni alla Fox e alla MGM non vanno rinnegate o minimizzate, ma presentano purtroppo lo svantaggio di non appartenere alla Walt Disney Company. Questa situazione è assai pregiudizievole poiché i due Studios succitati sembrano non dare molto peso a queste opere…

adattato da zuzudisney.com



La grande festa

Author: Leprotto
08 22nd, 2008

Il manifesto originale del film

Con il suo ruolo nel film “Schnarzan the Conqueror”, Jimmy Durante ha attirato su di sé il sarcasmo del pubblico. Il suo combattimento contro dei finti leoni non convince infatti nessuno. Così, quando il barone di Munchausen arriva in città con veri felini mangiatori d’uomini, l’attore decide di organizzare una festa nella sua villa di Hollywood. Il suo intento è approfittare del party per comprare veri leoni da usare nel suo prossimo film con l’enorme pubblicità che questo gli comporterebbe. Ma fa i conti senza il suo rivale di sempre, Liondora, che s’invita alla festa per acquistare i felini al posto suo così da fargli le scarpe. Poiché però si trova senza un soldo, si maschera per farsi passare come un barone greco e va alla ricerca di fondi presso una coppia di miliardari, i Klemp. Lungi dal sospettare cosa sta tramando, Jimmy Durante tenta durante la serata di disfarsi della sua ex ragazza che entrerà in lite con Stanlio e Ollio. I due compari sono lì per reclamare al barone di Munchausen il pagamento dei leoni che loro avevano allevato…

Quasi cinquantacinque anni prima che la Disney e la MGM si uniscano al Walt Disney World in Florida per creare il parco a tema Disney-MGM Studios, Walt Disney e la Metro-Goldwyn-Mayer lavorano già insieme in un curiosissimo progetto. Durante gli anni d’oro di Hollywood, Topolino diventa, infatti, una delle star di un lungometraggio marchiato MGM! Al suo fianco, figurano altre stelle del cinema tradizionale quali Jimmy Durante, Stanlio e Ollio e i three Stooges (conosciuti in Italia come i tre Marmittoni).

La MGM chiede dunque a Walt Disney di creare una sequenza animata per il suo film La grande festa, uscito nel 1934 (il titolo originale è Hollywood Party, ma non va confuso con The Party del ‘68 che in italiano s’intitola proprio Hollywood Party). Non è la prima volta che colui che sta diventando il Maestro dell’Animazione realizza opere su commissione per un altro studio, ma è l’unica in cui Topolino viene “dato in prestito” ad un marchio non Disney. Chi ha incastrato Roger Rabbit non può essere considerato un prestito poiché la Touchstone è parte integrante della Walt Disney Company. Gli altri film per cui Disney ha già lavorato o lavorerà (Labbra traditrici, Chiaro di luna) appartengono alla Fox. Il primo comporta una sequenza futuristica in cui appare un estratto del cartoon di Topolino Laggiù nel Medioevo ed esce il 4 novembre 1933, mentre il secondo arriva dopo La grande festa, il 16 settembre 1934, e qui la Disney si occupa della scena di un incubo in cui degli utensili da cucina prendono vita.

La grande festa è un film “rivista”, genere molto in voga all’epoca. Si costituisce essenzialmente di una successione di canzoni, balli e scene comiche, infilati uno dietro l’altro e collegati da una sceneggiatura praticamente inesistente. Al centro del racconto troviamo l’attore Jimmy Durante, fortunato organizzatore di una festa la cui lista d’invitati sfoggia un impressionante elenco di star. Se nomi come Jack Pearl, Polly Moran o June Clyde non dicono più nulla oggi a un buon numero di spettatori, i volti di Jimmy Durante, Stan Laurel, Oliver Hardy e dei tre Marmittoni sono invece conosciuti da tutti.

Il lungometraggio MGM è, per l’epoca, certamente unico nel suo genere! Si distingue sia per l’utilizzo del personaggio di Topolino che per la sua intrusione all’interno di una sequenza animata inserita in un film live, con uno stile che strizza l’occhio alle Alice Comedies. La scena in questione è infatti puro divertimento disneyano degli anni ‘30.

Topolino appare nel bel mezzo del film quando un’invitata impaurita grida: “Un topo! Un topo!”. Jimmy Durante va ad aiutarla e si ritrova, con sua somma sorpresa, dinanzi al più celebre dei roditori che conserva proprio le dimensioni di un topolino rispetto agli umani presenti alla festa. Per di più, ha l’aspetto e il comportamento che lo caratterizzava nel periodo in bianco e nero, tipico degli inizi degli anni ‘30. Dispettoso, prende simpaticamente in giro il suo ospite deformando il naso per imitarlo. Jimmy Durante si sente offeso e lo sfida ad un duello che Topolino accetta e gli assesta un bel pugno… proprio sul naso!

Questa sequenza d’interazione tra un personaggio toon con un attore in carne e ossa mostra una perfetta padronanza tecnica. Walt Disney si serve qui, migliorandola, della sua esperienza accumulata con la serie delle Alice Comedies. La lotta tra Jimmy Durante e Topolino è d’altronde l’occasione per il celebre topo di propiziarsi i favori del pubblico che richiede sempre più suoi cortometraggi. Poi appare un piano e l’ambasciatore Disney presenta così una sequenza degna delle Silly Symphonies.

Il film passa, in questo momento, dal bianco e nero al colore, e propone il cartone The Hot Choc-Late Soldiers. Alquanto bislacco, questo cortometraggio, inserito nel film più lungo, appare piuttosto aggressivo. Mostra, infatti, soldati di cioccolata che vanno in guerra verso il paese dei pasticcini per combattere contro uomini di panpepato. Sulla strada, il gruppo di cioccolata ha la brillante idea di usare la tecnica militare del cavallo di Troia per assaltare la roccaforte del paese dei pasticcini e far prigionieri gli uomini di panpepato. I cioccolatini vincono grazie allo stratagemma impiegato, rientrano trionfanti in paese, ma in condizioni pietose. Il tutto ha un sapore stranissimo tanta è la violenza visiva con la sua schiera di feriti curati con oggetti zuccherosi (ad esempio una gamba viene sostituita da un lecca-lecca). The Hot Choc-Late Soldiers s’ispira certamente alla Silly Symphony Pasticciopoli del 1935, ma se quest’ultima aveva un lieto fine degno della reputazione delle produzioni di Walt Disney, il suo alter ego termina invece con un umorismo morboso (il sole, con un malizioso sorriso, si mette a riscaldare la terra più del solito per far sciogliere l’esercito di cioccolata), inconcepibile per la Casa di Topolino.

Tutta la scena è visionabile su youtube (cliccate qui!)

La grande festa è dunque sicuramente un film notevole sotto più di un aspetto. Non per la sua qualità intrinseca che in realtà è piuttosto scarsa, ma per il posto tanto particolare che occupa nella filmografia della Disney. Questo perché è l’unica vera opera realizzata dall’azienda di Mickey Mouse per un concorrente. Chiaro di luna contiene, infatti, un’insignificante sequenza in cui l’impronta di Walt Disney è quasi invisibile, e addirittura Labbra traditrici non fa che riprendere un cartone già prodotto dalla Disney. E poi La grande festa è, molto prima di Fantasia, il primo lungometraggio di Topolino, e – scusate se è poco – è il primo film su cui Walt Disney ha lavorato prima di Biancaneve e i Sette Nani. Infine, The Hot Choc-Late Soldiers è anche l’unica sequenza firmata dal papà di Topolino che mostri un violento cinismo.

La grande festa est è un’opera che ancora una volta stupirà i fan di Walt Disney che la potranno vedere. Il film è uscito in VHS NTSC negli USA agli inizi degli anni ‘90 ma non è più disponibile per la vendita. Da poco tempo esiste un DVD tedesco di questo film, purtroppo privo di traccia audio italiana, che lo rende ancora una volta più fortunato di Chiaro di luna (titolo originale: Servants’ Entrance, v. articolo precedente) che non ha mai visto la luce nel mercato home video. Quanto a Labbra traditrici (titolo originale: My Lips Betray), è sopravvissuta solo una copia parziale, custodita negli archivi dell’Università della California di Los Angeles.

adattato da zuzudisney.com



La principessa Sissi

Author: Leprotto
08 21st, 2008

Già da gennaio circola questa notizia su siti e forum tedeschi, ma finora sembravano solo rumor mentre oggi sembra che ci siano maggiori certezze…
 
Ebbene, in Austria hanno deciso di realizzare il remake de “La Principessa Sissi“, il celeberrimo film che lanciò Romy Schneider, ispirato alla vita dell’amatissima Imperatrice Elisabetta di Baviera.
 
La sceneggiatura è pronta ed è stata proposta dall’Austria alle major di Hollywood. Sia la Disney che la Warner sembrano interessate a collaborare al progetto creando una coproduzione con l’Europa.
 
Per il ruolo di Sissi è stata scelta Catherine Zeta-Jones, la quale ha dichiarato di aver studiato a lungo la figura dell’Imperatrice e intende proporla in una veste un po’ diversa da quella della Schneider negli anni ‘50, una principessa più moderna, attiva e ribelle. Da notare che Catherine Zeta Jones è di origine europea e ha affermato di aver visto più volte la saga di Sissi e di averla amata molto.
Anche Tom Hanks farà parte del cast: secondo alcuni dovrebbe interpretare Francesco Giuseppe (Franz), il marito di Sissi, ma altri sostengono che impersonerà il padre di Franz.
 
La sceneggiatura è pronta dal 2007, ma lo sciopero degli sceneggiatori dello scorso anno ha temporaneamente bloccato la faccenda. Oggi invece il progetto continua e intanto si effettuano ricerche storiche per ricostruire l’epoca in cui sarà ambientata la pellicola (intorno al 1850/1860).
 
L’uscita del film è prevista per il tardo 2010 o 2011.

 

 

fonte: disneyvideo.altervista.org



08 20th, 2008

La copertina del DVD americano edito dalla Buena Vista

 

Il Più Felice dei Miliardari, l’ultimo film supervisionato da Walt Disney, è una grandiosa produzione nello stile dei classici musical degli anni ‘60.

 

Siamo nel 1916 e i benestanti Drexel-Biddle sono una famiglia importante di Philadelphia. Nella loro casa entriamo grazie a John Lawless (Tommy Steele), uno scaltro ed ottimista immigrante irlandese che vuol farsi assumere come maggiordomo.

È chiaro da subito che la famiglia non è delle più normali. C’è anzitutto Anthony Drexel Biddle, il padre (Fred MacMurray), un uomo che segue una strana dieta a base di torte di cioccolata e che ha in casa ben 12 alligatori! Anthony è a capo di un’altrettanto peculiare classe che studia la bibbia facendo boxe la quale si esercita in una delle stanze della villa. È sposato e ha tre eredi, ma è la figlia Cordy (Lesley Ann Warren) la protagonista del film insieme al padre.

Cresciuta al ritmo di allenamenti da pugilato professionistico, Cordy vorrebbe condurre una vita più normale e incontrare un ragazzo e così annuncia di voler andare via di casa per frequentare l’università. Il signor Biddle acconsente riluttante. Al college, Cordy sogna ancora un uomo e si rivolge alla sua compagna di stanza (Joyce Bulifant) perché le dia una lezione improvvisata (e cantata, naturalmente) su come si flirta.

Ad una festa, Cordy incontra un ragazzo, Angie Duke (John Davidson), che sogna di inseguire la sua passione per le automobili. Il resto della durata del film è quasi interamente consacrato a Cordy e all’amore che ha trovato, ma la loro love story è alternata da sfarzosi numeri musicali.

Cordy ed Angie vogliono sposarsi, sebbene sulle prime la notizia mandi in collera il signor Biddle. La più grande sfida per i due giovani innamorati sarà quella d’incontrare l’uno i genitori dell’altro. I capricci e le manie del signor Biddle infondono paura ad Angie, ma il ragazzo riesce ad imporsi al suo futuro suocero affrontando il bravo boxeur in stile jujitsu!

Il vero imprevisto nasce però quando i Biddle incontrano la madre di Angie, la signora Duke (Geraldine Page, voce di Madame Medusa nelle Avventure di Bianca e Bernie). Questa non si sente a suo agio con il signor Biddle e con la gente che lui le presenta e non si lascia trasportare dal fascino di Philadelphia, ritenendo che non possa uguagliare la sua amata New York. Altre complicazioni sorgono, poi, quando gli inviti al matrimonio per i parenti dei Duke vengono smarriti.

I Biddle e i Duke si scontrano e la canzone Siamo noi spiega chiaramente le differenze tra le due famiglie che pian piano si sono mostrate. Riusciranno Cordy ed Angie a risolvere la faccenda sopraffando le decise personalità del signor Biddle, della zia Drexel e della signora Duke?

 

Il film è adattato da un’opera teatrale che ebbe vita breve e che a sua volta si basava sulle memorie della vera Cordelia. Di conseguenza, a differenza di Mary Poppins (il cui successo ispirò la creazione di questo film), Il Più Felice dei Miliardari non è un musical di fantasia. È un tentativo di descrivere personaggi e situazioni reali con straordinari numeri musicali che risulta molto divertente, sebbene in genere sia stato poco apprezzato dal pubblico. Le canzoni, scritte da Richard e Robert Sherman, fanno immediatamente presa e sono fin da subito riconoscibilissime poiché hanno lo stesso inconfondibile affascinante stile che troviamo nel Cow-Boy col Velo da Sposa, in Mary Poppins, in Pomi d’Ottone e Manici di Scopa e nel primo film di Winnie Pooh, per citarne alcuni. Lesley Ann Warren e John Davidson sono una splendida coppietta alle prese con il loro primo lungometraggio, ma una delle vere star del film è Tommy Steele. Egli è la nostra guida durante il film e per questo di tanto in tanto si rivolge a noi guardando nella cinepresa (un’idea sensazionale!).

 

Il Più Felice dei Miliardari è stato presentato in molte versioni negli anni. Il film durava inizialmente 172 minuti ed era stato preparato per un grandioso Roadshow Program che riguardava sale cinematografiche d’alta classe in cui occorreva prenotare i posti. Ma nel periodo in cui fu distribuito (sei mesi dopo la morte di Walt), i cinema erano strapieni di film del genere e molti di questi venivano così ignorati dal pubblico. Tagliato a 144 minuti, la pellicola fu proposta al Radio City Music Hall di Manhattan e per il mercato estero arrivò un montaggio ancora più ridotto della durata di 118 minuti. È quest’ultima anche la durata della versione italiana, una colossale opera di doppiaggio con ottimi dialoghi e canzoni di Roberto De Leonardis, un’incredibile direzione musicale di Pietro Carapellucci e le voci tra le più straordinarie di sempre (Pisu, Calavetta, Barbetti, Betti, Simoneschi, Jandolo ed altri) dirette da Giulio Panicali. Nonostante la grandiosità della nostra edizione, questa ha avuto l’onore di essere proiettata una sola volta nei cinema italiani ed è arrivata solo in una vecchia VHS per il noleggio per poi essere finalmente rispolverata dalla grande emittente La7 che l’ha proposta nel gennaio 2006.

 

In America, la pellicola è stata dapprima proposta in DVD dalla Anchor Bay insieme ad una manciata di altri film minori della Disney. In questa edizione, Il Più Felice dei Miliardari presentava due diversi cut: la versione cinematografica da 144 minuti (fullscreen) e quella del Roadshow Program da 170 minuti (letterbox). La Disney ha deciso d’inserire solo la versione più lunga, sempre in formato letterbox, che raggiunge i 172 minuti grazie all’ouverture, all’intermezzo e alla musica finale. Nessuna traccia di contenuti speciali, purtroppo, e l’audio è unicamente quello originale stereofonico: un rimissaggio in Dolby Digital 5.1 fa sempre bene ai film musicali, anche se è vero che l’originale dovrebbe essere intoccabile.

 

 

adattato da ultimatedisney.com



Elliott il drago invisibile

Author: Leprotto
08 18th, 2008

La copertina del DVD italiano

 

Siamo agli inizi dello scorso secolo e Peter, un orfanello in fuga dalla sua famiglia adottiva, arriva a Passamaquoddy, una cittadina del New England, non senza passare inosservato. Strane cose succedono infatti quando ci si trova nelle sue vicinanze a causa del compagno Elliott, un drago che ha la capacità di rendersi invisibile… o quasi! Lampada, un abitante di questa cittadina piuttosto portato ad alzare il gomito, ha l’occasione di vedere l’animale sputafuoco, ma non riesce a convincere nessuno della sua esistenza a causa del vizio che lo rende poco credibile.

La situazione diventa ancora più esplosiva quando Peter viene ospitato da Nora, la figlia di Lampada, senza che quest’ultimo ne sia a conoscenza. Non solo: alcuni pescatori di Passamaquoddy credono ad Elliott e ritengono che sia lui la causa della mancanza di pesce nel mare e, soprattutto, in città arriva il Dottor Terminus che cerca di riconsegnare Peter ai suoi genitori adottivi per impossessarsi del drago. Il suo scopo è quello di smembrarlo e venderlo a pezzi per utilizzarne i poteri curativi in campo farmaceutico…

 

Negli Stati Uniti, Elliott il drago invisibile esce il 3 novembre 1977 in versione Roadshow Program con una durata di 134 minuti in un numero di sale limitato. Il pubblico lo accoglie in modo deludente. Così – com’è successo anche per quasi tutte le altre commedie musicali Disney successive a Mary Poppins (Il Più Felice dei Miliardari, Pomi d’Ottone e Manici di Scopa) – il film viene ridotto, per la distribuzione nazionale del 16 dicembre 1977, a 121 minuti. In occasione della prima edizione americana in videocassetta per il noleggio (la prima VHS ex nolo di un film Disney!) del marzo 1980 perde altri 17 minuti. Due numeri musicali vengono completamente tagliati (Sarò la luce che ti guida e The Happiest Home in These Hills) ed altri tre vengono accorciati eliminando alcune coreografie (Ho visto un drago, Al mondo c’è posto per tutti e Oggi splende il sole). Il medley dei titoli di testa viene rimosso e sostituito dall’audio di Sarò la luce che ti guida. Al momento dell’uscita dell’edizione per la vendita americana nell’ottobre 1980, il film sfoggia un montaggio da 129 minuti che conserverà per tutto il resto della sua carriera nell’home video. Questa versione è tuttavia differente da quella del Road Show Program, poiché il numero di Ho visto un drago ha scene inedite e mancano 6 minuti che non sono mai più stati rivisti dopo la prima cinematografica ed è difficile sapere se i Disney Studios li abbiano conservati o meno. Elliott il drago invisibile è stato inoltre riproposto al cinema negli Stati Uniti nell’anno 1984, questa volta con il montaggio da 104 minuti.

 

In Italia il film non ha conosciuto le stesse turbolenze. Esce per la prima volta al cinema nel novembre 1978 in versione da 106 minuti (che per effetto del sistema PAL si velocizzano nelle VHS e nei DVD europei e diventano circa 102). Da allora sarà possibile vedere nel nostro Paese solo ed esclusivamente questo montaggio (con una sola differenza di cui si parlerà in seguito). Dato lo scarso successo del film negli Stati Uniti, la Disney ha infatti proposto direttamente una versione accorciata per il mercato estero, presumendola più digesta. Questa politica ha però una spiacevole conseguenza sul doppiaggio della pellicola la quale si ritrova così fin dall’origine limitata alla versione corta. Così ogni tentativo di presentare il montaggio allungato pone problemi, visto che le voci non sono più disponibili per forza di cose, e ciò condanna lo spettatore italiano a faticare non poco per acquistare e gustarsi la versione più vicina all’originale.

 

In zona 2, Elliott il drago invisibile è stato distribuito una prima volta in DVD dalla Warner nel 1999 con il montaggio corto, MA NON IN ITALIA. Questo DVD è uscito ad esempio in Francia, dove la riedizione del 2003, a cura della Buena Vista, ha offerto invece la versione corrispondente a quella americana da 129 minuti (mentre la riedizione belga contiene ancora la versione breve). Naturalmente per l’occasione è stato effettuato un ridoppiaggio francese integrale dinanzi all’impossibilità di usare l’originale incompleto. In Italia la situazione è stata totalmente diversa: non solo non ci è stata data l’edizione Warner, ma quella Buena Vista è la classica da 102 minuti PAL, scelta probabilmente per evitare un ridoppiaggio, idea alla quale il pubblico italiano preferisce sempre rinunciare. Ciononostante, anche noi abbiamo avuto una sorpresa molto gradita: il reinserimento della canzone Sarò la luce che ti guida nei nostri titoli di testa così come la si sentì nei cinema italiani nel ’78. Nelle varie VHS e nella trasmissione televisiva era stata sempre rimpiazzata dal medley originale, mentre con il DVD possiamo finalmente gustarci nuovamente una portentosa Betty Curtis in una delle canzoni più belle di tutta la filmografia disneyana.

 

Il comparto extra è discreto, anche se, come accade spesso, il nostro disco è stato privato di qualche bonus rispetto all’edizione americana. La versione francese ha i nostri stessi contenuti speciali.

 

“Dov’è Elliott?”: Il gioco del drago scomparso si spiega anche solo grazie al nome. Se gli indizi sono terribilmente facili in inglese, in italiano sono tradotti malissimo e quindi è spesso impossibile capire di cosa si sta parlando. Una volta terminati i due livelli del gioco, il premio è un video abbastanza breve ma efficace sui draghi. Nei pochi minuti della sua durata, esso analizza il ruolo che i draghi hanno svolto nelle diverse culture e si fa riferimento anche alla Bella Addormentata nel Bosco.

 

La Galleria Fotografica contiene dozzine di disegni e fotografie della produzione del film, separate in Concept Art (schizzi), Dietro le Quinte (foto di produzione) e Materiale Pubblicitario (poster e materiale promozionale).

 

L’estratto dal Disney Family Album mette in rilievo il lavoro dell’artista Disney Ken Anderson che ha creato il personaggio di Elliott il drago e che in precedenza aveva contribuito sensibilmente anche alla Carica dei Cento e Uno e agli Aristogatti. La durata è di 2 minuti e 20 secondi e termina con Anderson che parla del “happy place” (o ”trastulliolà”, diremmo in italiano) che ha trovato, con riferimento al film Disney del 1946 che non si può nominare…

 

Il Faro (6 minuti e rotti) è un corto di Paperino, in cui le ostilità tra questi e un pellicano assonnato assumono toni sorprendentemente violenti.

 

Uomini, Mostri e Misteri è un’opera di 25 minuti decisamente affascinante che analizza i misteri e i miti fantastici riguardanti gli animali. La maggior parte di esso si concentra sull’inafferrabile mostro di Loch Ness, che appare sottoforma di animazione con la voce originale del veterano Disney Sterling Holloway (che fu anche il primo Winnie Pooh, tra gli altri). L’interazione tra Holloway e il narratore di Winnie Pooh, Sebastian Cabot, è divertentissima poiché il mostro spiega come diverse persone abbiano tentato di inseguirlo e come li abbia presi in giro così che il mistero non muoia. Sequenze live action nitidissime contengono i commenti delle persone che affermano di aver visto Nessie. Sebbene non sia strettamente attinente al film, si tratta di un inserto carinissimo e molto divertente.

 

Come si diceva, oltre a più di 25 minuti di film mancanti, nel nostro DVD spariscono anche alcuni contenuti speciali che hanno, evidentemente, lo stesso dono dell’invisibilità di Elliott!

Prima di tutto due trailer, quello internazionale e quello cinematografico. Assente anche Film Facts, 5 pagine d’interessanti note sullo sviluppo e la produzione del film che lo descrivono come il progetto più ambizioso degli Studios dopo Mary Poppins (pensate un po’!!!). E infine siamo stati privati anche dell’estratto di 3 minuti e 38 secondi proveniente dal famoso The Plausible Impossibile, originariamente presentato da Walt Disney ad Halloween del 1956. L’ovvio collegamento al film è che Walt spiega come molti miti derivino dalla realtà: i draghi di cui si narra potrebbero essere dinosauri, e i centauri potrebbero essere i primi uomini visti a cavallo…

 

 

adattato da zuzudisney.com e da ultimatedisney.com



08 17th, 2008

 

La collezione Walt Disney’s Legacy propone una raccolta di opere realizzate o avviate da Walt Disney quand’era ancora in vita. È un’antologia che copre tutti i generi e le tipologie cinematografiche: dai lungometraggi ai cortometraggi, dai documentari ai cartoon agli episodi televisivi. Discendente in linea diretta dei Walt Disney Treasures, la serie non fa che completare il quadro del talento di narratore e produttore del papà di Topolino.

 

Appassionato di flora e di fauna, Walt Disney può essere considerato il pioniere dei documentari animalisti commerciali. È fin dal 1948, infatti, che mette in cantiere la serie delle True Life Adventures i cui corti e lungometraggi saranno premiati da diversi Oscar. La collana, inaugurata con il minidocumentario L’isola delle foche, costituisce la prima vera incursione della Casa del Castello Incantato nella produzione di film “live”. Si tratta di un totale di sette corti prima di passare ai lungometraggi, iniziando, nel 1953, con Il deserto che vive. Questi diventano la norma, da allora in poi, nella produzione delle True Life Adventures e se ne contano sei.

 

Il primo volume della collezione delle True Life Adventures presenta così quattro pepite di questo genere di cui tre sono state insignite di un Oscar: sono i cortometraggi La valle dei castori, Uccelli acquatici e Prowlers of the Everglades oltre al lungometraggio Artico selvaggio. Si tratta sicuramente di un riassunto delle abilità dei Disney Studios all’interno del genere dei documentari animalisti.

 

James Algar è indubbiamente l’uomo che porta sulle spalle la maggior parte degli episodi delle True Life Adventures. Professionista dalle molteplici sfaccettature, nel corso della sua carriera in Disney è di volta in volta animatore, sceneggiatore, regista, produttore o narratore. Comincia accanto al papà di Topolino, nel 1934, in qualità di animatore con Biancaneve e i Sette Nani. Walt Disney lo nota presto e approfitta del suo talento affidandogli la regia de L’apprendista Stregone, diventato poi il pilastro di riferimento di Fantasia. James Algar realizza in seguito delle sequenze di Bambi nonché diverse opere belliche, tra cui il rinomato Victory Through Air Power. Firma inoltre Le Avventure di Ichabod e Mr Toad, distribuito nel 1949. Contemporaneamente, Walt Disney gli lancia una nuova sfida affidandogli la regia del cortometraggio L’isole delle foche. Il tentativo si rivela un perfetto colpo da maestro che incontra il favore del pubblico e addirittura un Oscar! James Algar contribuisce poi per più di un decennio alla produzione di una moltitudine di corti e lungometraggi documentaristici, alla maggior parte dei quali è stato assegnato un Oscar (La valle dei castori, Il paese degli orsi, Artico selvaggio, Cacciatori eschimesi o Grand Canyon). Lavoratore indefesso, partecipa altresì a 26 episodi della serie Disneyland, come produttore o narratore, e firma la regia di film memorabili, come La leggenda di Lobo, L’incredibile avventura o Rascal l’orsetto lavatore.

 

Oltre ai documentari, questo primo volume della raccolta delle True Life Adventures propone in più altri tre favolosi tesori: due puntate della trasmissione televisiva Disneyland ed un corto sul genere delle True Life Adventures che però non appartiene alla serie.

Gli episodi della trasmissione televisiva, al di là del loro contenuto, mostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, l’incredibile qualità di Walt Disney di essere un visionario. È infatti convinto, prima di molti dei suoi colleghi produttori, del gran potere mediatico che sta nascendo, quello del piccolo schermo. Ecco perché mette in piedi una trasmissione popolare interamente dedicata ad un’autopromozione mascherata. Da allora, la pubblicità dei futuri lungometraggi della Casa di Topolino (in questo caso, Artico Selvaggio) viene garantita tramite dei making-of che svelano i segreti di realizzazione. Il servizio che ne risulta, come ad esempio è The Crisler Story, dura approssimativamente mezz’ora ed è unito a cortometraggi già mostrati sul grande schermo. Ma Walt Disney presenta anche episodi totalmente inediti adattati per la televisione, quale Wonders of the Water World, che ricicla alcuni rush delle precedenti True Life Adventures. Il programma, inserito nella tematica di Adventureland, ha visibilmente lo scopo ben raggiunto di convincere lo spettatore a precipitarsi nei cinema. A giudicare dalle cifre lusinghiere di ascolti che queste trasmissioni registrano e dai risultati che i film raggiungono al botteghino, è evidente che questa formula di promozione funziona a meraviglia.

 

Per quanto concerne il cortometraggio, esso è uscito direttamente dagli archivi degli studi Disney. Durante tutti gli anni ‘50, Walt Disney manda numerosi fotografi naturalistici alla ricerca d’immagini inedite con lo scopo di integrarle alla serie di documentari di riferimento. Ciononostante, poiché non tutti i lavori portati a casa permettono di produrre dei lungometraggi, si prende la decisione di relegarli al formato meno esigente del cortometraggio. La loro durata spiega il motivo dell’impossibilità di unirli alla serie delle True Life Adventures. A partire dall’inizio degli anni ‘60, Walt Disney s’allontana dal genere documentaristico nel senso stretto, poiché avverte prima di chiunque altro la stanchezza che esso provoca negli spettatori. Si dedica perciò ad un nuovo genere, il docu-fiction, che sviluppa sottoforma di lunghi e mediometraggi. Tali nuove produzioni, che permettono di mostrare immagini di animali pur raccontando una storia, diventano, a quell’epoca, un perfetto ed intelligente spettacolo per famiglie.

I Misteri degli Abissi è uno degli ultimi corti sugli animali prodotti dalla Disney. Presenta inoltre la particolarità di essere uno dei primissimi lavori di Roy Disney che si fa carico della narrazione. La nomination agli Oscar di questo documentario non manca di rassicurare lo zio sulle vere capacità di suo nipote.

 

Questo DVD è stato distribuito in data 5 dicembre 2006 in Zona 1 (USA e Canada).

Non contiene audio né sottotitoli in lingue diverse dall’inglese.

 

 

da zuzudisney.com



Babes in Toyland

Author: Leprotto
08 15th, 2008

 

Nei primi anni ‘60, c’era ben poco che Walt Disney non avesse trasformato in un film. Era stato trattato praticamente ogni genere, escluso uno: il musical live action. Babes in Toyland, un soggetto che Walt aveva già preso in considerazione per uno dei suoi primissimi film animati, fu il trampolino di lancio per la nuova tipologia di pellicole disneyane. Anche se non ebbe il successo che Disney si era aspettato, senza questo film non avremmo potuto avere, meno di tre anni più tardi, uno dei maggiori contributi che la Disney abbia mai dato a questo genere: Mary Poppins, praticamente perfetto sotto ogni aspetto!

 

Basato sull’omonimo musical classico di Victor Herbert, Babes in Toyland rappresenta un delizioso viaggio nel mondo delle filastrocche che prevede una particolare tappa nel Paese dei Giocattoli del titolo. Il film è senza dubbio piacevole, ma non riesce a spingersi oltre la fantasia per toccare il cuore dello spettatore.

 

Babes in Toyland lascia molto a desiderare al livello del cast. Il film è talmente spensierato che è impossibile prendere sul serio anche un solo personaggio. I protagonisti Tom Piper (Tommy Sands) e Mary Contrary (Annette Funicello) comunicano pochissime emozioni. Barnaby (Ray Bolger), il cattivo, è divertente e mai spaventoso (l’attore che lo interpreta è lo stesso che 22 anni prima aveva impersonato l’irresistibile Spaventapasseri nel Mago di Oz). I suoi stravaganti scagnozzi, Roderigo (Gene Sheldon) e Gonzorgo (Henry Calvin) sono degli stupidotti che ricordano Stanlio e Ollio nella loro versione di questa stessa storia del 1934. Il Giocattolaio è invece interpretato dal magnifico Ed Wynn, che riesce molto simpaticamente ad equilibrare humour e serietà. E infine l’assistente del Giocattolaio, Grumio (Tommy Kirk), è un’incredibile spalla che alza il livello generale del film.

 

La colonna sonora proviene direttamente dalle mani di Herbert ed è un vero misto che alterna buoni a pessimi momenti. Vi sono diverse canzoni molto gradevoli che però di tanto in tanto rallentano il ritmo del film o addirittura lo bloccano. Una delle canzoni più memorabili è certamente “A Castle in Spain” che è stata inclusa in varie compilation Disney durante gli anni.

 

Il film si apre con Mamma Oca (Mary McCarty) e la sua oca Sylvester che ci introducono nel mondo del Villaggio di Mamma Oca. Qui, Mary Contrary si sta preparando per le sue nozze con Tom Piper. L’intero villaggio è allegro e canta, non presagendo l’arrivo di nuvole quanto mai nere.

Sulla cima di una montagna, Barnaby osserva sgomento il villaggio felice perché vuole sposare Mary Contrary ed entrare in possesso della sua proprietà. Per questo ingaggia due scagnozzi per sbarazzarsi di Tom con la speranza che Mary si rassegni a sposarlo. Ma la pellicola perderebbe d’interesse se l’eroe protagonista morisse, no? I maldestri scagnozzi di Barnaby, infatti, decidono avidamente di vendere Tom a degli zingari, pensando così di riuscire a guadagnare il doppio. Ma purtroppo per loro questa decisione rovina il piano di Barnaby!

Inizialmente Mary rifiuta l’offerta di Barnaby, ma dopo che il suo gregge scompare in circostanze misteriose (grazie a Roderigo e Gonzorgo, ovviamente!), capisce che lo stato di povertà in cui sembra trovarsi la obbliga a sposare il cattivo. Il resto del film si svolge come una serie di avventure che coinvolgono anche Bo Peep, il Giocattolaio che sta incontrando molte difficoltà nella preparazione dei giocattoli per Natale, e alberi che camminano, parlano e cantano nella Foresta Senza Ritorno.

 

Come da tradizione, la Disney distribuiva un grande film di successo ogni Natale. Personalmente Walt si preoccupò tantissimo della campagna pubblicitaria di questa pellicola che previde anche un intero episodio della sue serie televisiva settimanale “Disneyland”. Ma nonostante grandi effetti speciali e una storia divertente, il successo del film fu modesto. Non si rivelò davvero un flop, ma non raggiunse certo il trionfo che Walt Disney aveva immaginato. Il suo musical successivo avrebbe rappresentato un gran bel miglioramento.

 

Proprio a causa dello scarso favore che ricevette dal pubblico, la pellicola non è mai giunta in Italia. Ciononostante il DVD americano (privo di qualsiasi extra) presenta sottotitoli in italiano che fanno crescere nei fan Disney dello Stivale la tentazione di acquistarlo per godersi appieno un film dell’era di Walt in cui egli credé molto.

 

 

da ultimatedisney.com