This entry was posted on Giovedì, 14/Agosto/2008 at 11:08 and is filed under DVD. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.


Oswald, il Coniglio Fortunato
Data la probabile uscita europea del Treasure dedicato ad Oswald, vale la pena parlarne un po’.

Questo volume è una raccolta di cortometraggi realizzati dai Disney Studios nel 1927-1928 e il cui protagonista è l’antenato di Topolino, Oswald. Ecco la sua storia.
La serie delle Alice Comedies offre a Walt Disney, dal 1924 al 1927, un primo vero successo di critica. Eppure, dopo tre stagioni, il produttore Charles Mintz e Walt Disney stesso si convincono che la fusione “live-toons” usata fino ad allora abbia fatto il suo tempo e che sia necessario rinnovarsi. Le avventure di Alice vengono dunque bloccate e lasciano il posto ad un novellino interamente animato in 2D: Oswald, il coniglio fortunato.
Nel 1927 Charles Mintz è in una bella botte di ferro. Le serie che distribuisce, infatti, hanno abbastanza successo da poter essere proposte a delle Major. Un’altra sua produzione, Krazy Kat, viene così acquistata dalla Paramount e firma invece con la Universal l’uscita di alcune mini-opere completamente nuove disegnate da Walt Disney. Quest’ultimo comincia così a scoprire i vantaggi di una distribuzione su vasta scala, in termini di visibilità dei suoi prodotti e di potenza del marketing. Inoltre la Universal lo sostiene contro il suo distributore abituale nella volontà di non proseguire con uno spin-off delle Alice Comedies avente come protagonista Julius, il gatto amico di Alice. Walt Disney desidera infatti volgersi verso un personaggio inedito e propone a questo scopo i primi abbozzi della sua nuova star, Oswald. La Universal è in visibilio, mentre Charles Mintz si rassegna e dà definitivamente il suo addio al compagno felino di Alice.
Stabilito il cambiamento del personaggio, Walt Disney e Ub Iwerks si concentrano sul design del coniglio. Lavorano in particolare sui suoi grandi piedi e sulle lunghe orecchie, modellando il nuovo character intorno a dei cerchi che rendano più facile il movimento di un cartone. Ma ben presto quello che ancora non si chiama Oswald dà loro filo da torcere per le sue tante complesse caratteristiche fisiche. Le orecchie, soprattutto, pongono numerosi problemi di fluidità e concordanza nei movimenti. Per prenderci la mano, i due compari si avvalgono delle Alice Comedies: così ad alcuni dei topi che compaiono in uno degli ultimi episodi, Alice the Whaler, vengono regalate delle orecchie particolarmente protuberanti…
Per contro, la scelta del nome del coniglio viene lasciata alla Universal. Il nome è dunque dovuto al responsabile del reparto pubblicità della Major, nonostante quello che Walt Disney, un po’ vendicatore, farà dire più tardi a sua figlia Diane. La Universal crede ciecamente al successo di Oswald. Punta molto sul personaggio grazie a cui può riallacciare dopo tanto tempo i rapporti col mondo dell’animazione. Intere pagine di giornale vengono acquistate per la pubblicità che vanta con entusiasmo l’approdo di Oswald nelle sale cinematografiche.
Oggi Oswald può essere considerato la perfetta transizione tra Julius e Topolino. Bisogna dire che questo nuovo personaggio ha buone doti per far colpo sulla gente. Libero dalle costrizioni delle riprese dal vero che caratterizzavano la serie precedente, Oswald esplode letteralmente con la sua energia esuberante, l’ottimismo che non muore mai e la verve da gentiluomo. Così il pubblico lo adotta quasi immediatamente e, come accadrà per Topolino, non può più farne a meno. La qualità e le invenzioni che contraddistinguono la sua animazione portano, infatti, lo spettatore ad attaccarsi in fretta al personaggio i cui comportamenti sposano le convenzioni hollywoodiane. La grande differenza con Julius è proprio che Oswald è un eroe romantico, dongiovanni quando vuole, e non perde mai un’occasione di sedurre il gentil sesso, che sia della sua specie oppure no. Poco importa se le decisioni che prende lo scaraventano in situazioni scomode o pericolose, perché sa sempre usare brillantemente le sue capacità e la sua astuzia. Topolino erediterà due anni più tardi, nel suo primissimo cartoon Plane Crazy, lo stesso tipo di carattere. Condividerà con Oswald anche il fatto di avere un’innamorata abituale benché il coniglio birichino si vanti di essere indeciso tra la coniglietta Fanny e un’altra fidanza felina (tuttavia la sua infedeltà si limita solo a qualche cartone!).
Nel febbraio 1928, quando la metà dei cartoon di Oswald è stata portata a termine e il suo successo aumenta sempre più, Walt Disney raggiunge New York in treno, con la semplice intenzione di rinegoziare il suo contatto con il proprio distributore, Charles Mintz. La sua serie sta ottenendo il plauso generale del pubblico e spera così di ottenere un buon aumento sul prezzo di ogni film. Ma l’incontro non va come Walt aveva immaginato. Non solo Mintz esige una riduzione del costo dei singoli episodi, ma gli comunica inoltre di aver concluso dei contratti a suo nome con tutti i principali animatori. In poche parole ha fatto a pezzi a suo vantaggio lo staff di Walt Disney e la sua capacità di produzione. Considerato oggi da tutti i fan del papà di Topolino un vero e proprio miscredente, Charles Mintz agì tuttavia nella più assoluta legalità. Il futuro Maestro dell’Animazione sapeva bene che i contratti dell’epoca conferivano il controllo delle serie e i diritti sui personaggi esclusivamente al distributore e non al produttore. Quanto accaduto addolora il grande Walt, ma non è una vera sorpresa per lui. Al contrario la delusione è più che legittima visto il comportamento degli animatori che, ad eccezione di Les Clark e Ub Iwerks, hanno dato prova di assoluta mancanza di lealtà “vendendosi” in segreto al maggior offerente.
Ciononostante l’obiettivo di Charles Mintz non è affatto quello di tagliarlo fuori facendo così a meno del suo contributo. Al contrario desidera che si unisca al resto dei “traditori”. Non pensa per un istante che Walt Disney possa non accettare la sua proposta. E d’altronde non è il primo né l’ultimo ad averlo sottovalutato. Il papà di Oswald, deluso, si arrende presto all’evidenza. Scandalizzato, dimentica ogni ambizione sul suo coniglio fortunato, chiude il contatto con Charles Mintz e la Universal e si limita rigorosamente ad onorare i patti iniziali procedendo alla consegna dei cartoni previsti. Walt Disney è ormai convinto che ha bisogno di volare con le proprie ali. Con l’aiuto del fratello Roy e degli animatori rimastigli fedeli, Les Clark e Ub Iwerks, intende ottenere la sua indipendenza e custodirla gelosamente. La leggenda vuole che, nel treno di ritorno a Hollywood, Walt Disney immagini già un nuovo personaggio: un topolino…
Charles Mintz si scopre presto a dover affrontare una situazione estremamente delicata. Non avendo pensato che Walt Disney potesse sbattergli la porta in faccia, si ritrova ora da solo di fronte a una Universal che, estasiata dal successo di Oswald, ordina che ne sia prodotta una seconda stagione, senza curarsi delle peripezie che ciò comporterebbe. Così si organizza alla meno peggio per onorare il contratto e produrre questi cartoni simultaneamente all’altra sua serie, Krazy Kat. Per guadagnare tempo, decide di far uscire il primissimo corto di Oswald, Poor Papa, che un anno prima aveva invece rifiutato giudicandolo di scarsa qualità! Inoltre ridistribuisce due vecchie opere, The Fox Chase e Sagebrush Sadie. La vita cinematografica del personaggio prosegue a singhiozzi. Nel 1929, i diritti della serie passano di mano ulteriormente ed arrivano a Walter Lantz che ne assicura una debole produzione finché Oswald non muore completamente, nel più grande anonimato, nel 1938.
Nel febbraio 2006, la Walt Disney Company ottiene i diritti che Walt stesso non aveva mai avuto sui 26 cortometraggi di Oswald. Le cause di tale riacquisizione vanno cercate nelle trattative tra canali televisivi. La NBC Universal, detentrice dei diritti di Oswald, desidera ingaggiare, per richiesta diretta dell’interessato, il presentatore sportivo Al Michaels, star dei canali ABC e ESPN, entrambi appartenenti alla Walt Disney Company. Il commentatore vuole infatti riunirsi al suo collega John Madden su NBC Sports per presentare le trasmissioni del lunedì sera dopo che la ABC non è riuscita a riconfermare il suo contratto di diffusione della National Football League. La transazione è stata da molti definita una vendita, ma si tratta soprattutto e prima di tutto di uno scambio di diritti con il passaggio di Oswald alla Disney in cambio della rottura del contratto che legava Al Michaels alla Casa di Topolino. L’accordo si limita, per quanto riguarda Oswald, ai soli 26 film prodotti dallo staff di Walt Disney e non comprende quelli firmati da Charles Mintz o Walter Lantz.
L’uscita di questa raccolta è stata alquanto caotica. Il 2006 vede, infatti, l’avvento di una nuova collezione, la Walt Disney’s Legacy. La prima wave presenta così, in quattro volumi da due DVD, la serie delle True-Life Adventures. Una pubblicità annuncia anche l’uscita di una seconda wave a disco singolo dei seguenti tre titoli: Destino, Le Avventure di Oswald il Coniglio Fortunato e Disneyland: Segreti, Storie e Magia.
Tuttavia, all’inizio del 2007, si vengono a creare nuove situazione. Voci di corridoio confermate da Leonard Maltin stesso lasciano intendere che la collezione dei Walt Disney Treasures è stata bloccata alla sesta wave, troncando così di netto la serie di Paperino che sembrava quindi destinata a restare incompleta. I fan americani, a cui rapidamente si uniscono quelli di tutto il mondo, s’indignano. La campagna di protesta si concretizza in migliaia di lettere inviate alla Disney. Mai si saprà se è stata proprio l’alzata di scudi degli appassionati a far cambiare idea alla Casa del Topo, ma una cosa è certa: la Disney annuncia, nel secondo trimestre 2007, la settima wave dei Walt Disney Treasures. La scelta dei titoli viene operata su quelli già indicati precedentemente. Dei tre volumi proposti, infatti, due erano originariamente previsiti per la Walt Disney’s Legacy (Oswald e Disneyland), il terzo rientrava invece nella logica (Semplicemente Paperino Vol. 3).
Questo gioco di prestigio di marketing ha tuttavia un grande vantaggio per i potenziali acquirenti. Mentre le edizioni previste un tempo nella collezione dei Walt Disney’s Legacy avrebbero dovuto contenere un solo disco, il loro passaggio ai Walt Disney Treasures permette loro di arricchirsi notevolmente. Così, oltre a presentare la totalità dei cartoon di Oswald conservati (13 sui 26 originali), l’edizione offre come extra un documentario, The Hand Behind the Mouse: The Ub Iwerks Story, film per il cinema del 1999 mai proposto prima in DVD. Esso fa nuova luce sull’incredibile influenza di Ub Iwerks sul futuro dei Disney Studios e del mondo dell’animazione in generale.
Quest’edizione è una vera goduria per i fan Disney che impareranno ancora di più a misurare l’incredibile talento di Walt Disney nell’arte di creare personaggi accattivanti e di narrare storie divertenti malgrado l’animazione rudimentale della fine degli anni ‘20. È interessante poi notare come Oswald sia molto meno politically correct rispetto a tutta la carriera di Topolino…
Le Avventure di Oswald, il Coniglio Fortunato è un doppio DVD d’oro da conservare gelosamente… sperando che si degnino di regalarlo anche a noi!
adattato da zuzudisney.com
One Response to “Oswald, il Coniglio Fortunato”
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Febbraio 9th, 2009 at 13:42
[...] - Oswald, il coniglio fortunato: ne abbiamo già parlato qui. [...]