Archive for the 'Approfondimenti' Category

La grande festa

Author: Leprotto
08 22nd, 2008

Il manifesto originale del film

Con il suo ruolo nel film “Schnarzan the Conqueror”, Jimmy Durante ha attirato su di sé il sarcasmo del pubblico. Il suo combattimento contro dei finti leoni non convince infatti nessuno. Così, quando il barone di Munchausen arriva in città con veri felini mangiatori d’uomini, l’attore decide di organizzare una festa nella sua villa di Hollywood. Il suo intento è approfittare del party per comprare veri leoni da usare nel suo prossimo film con l’enorme pubblicità che questo gli comporterebbe. Ma fa i conti senza il suo rivale di sempre, Liondora, che s’invita alla festa per acquistare i felini al posto suo così da fargli le scarpe. Poiché però si trova senza un soldo, si maschera per farsi passare come un barone greco e va alla ricerca di fondi presso una coppia di miliardari, i Klemp. Lungi dal sospettare cosa sta tramando, Jimmy Durante tenta durante la serata di disfarsi della sua ex ragazza che entrerà in lite con Stanlio e Ollio. I due compari sono lì per reclamare al barone di Munchausen il pagamento dei leoni che loro avevano allevato…

Quasi cinquantacinque anni prima che la Disney e la MGM si uniscano al Walt Disney World in Florida per creare il parco a tema Disney-MGM Studios, Walt Disney e la Metro-Goldwyn-Mayer lavorano già insieme in un curiosissimo progetto. Durante gli anni d’oro di Hollywood, Topolino diventa, infatti, una delle star di un lungometraggio marchiato MGM! Al suo fianco, figurano altre stelle del cinema tradizionale quali Jimmy Durante, Stanlio e Ollio e i three Stooges (conosciuti in Italia come i tre Marmittoni).

La MGM chiede dunque a Walt Disney di creare una sequenza animata per il suo film La grande festa, uscito nel 1934 (il titolo originale è Hollywood Party, ma non va confuso con The Party del ‘68 che in italiano s’intitola proprio Hollywood Party). Non è la prima volta che colui che sta diventando il Maestro dell’Animazione realizza opere su commissione per un altro studio, ma è l’unica in cui Topolino viene “dato in prestito” ad un marchio non Disney. Chi ha incastrato Roger Rabbit non può essere considerato un prestito poiché la Touchstone è parte integrante della Walt Disney Company. Gli altri film per cui Disney ha già lavorato o lavorerà (Labbra traditrici, Chiaro di luna) appartengono alla Fox. Il primo comporta una sequenza futuristica in cui appare un estratto del cartoon di Topolino Laggiù nel Medioevo ed esce il 4 novembre 1933, mentre il secondo arriva dopo La grande festa, il 16 settembre 1934, e qui la Disney si occupa della scena di un incubo in cui degli utensili da cucina prendono vita.

La grande festa è un film “rivista”, genere molto in voga all’epoca. Si costituisce essenzialmente di una successione di canzoni, balli e scene comiche, infilati uno dietro l’altro e collegati da una sceneggiatura praticamente inesistente. Al centro del racconto troviamo l’attore Jimmy Durante, fortunato organizzatore di una festa la cui lista d’invitati sfoggia un impressionante elenco di star. Se nomi come Jack Pearl, Polly Moran o June Clyde non dicono più nulla oggi a un buon numero di spettatori, i volti di Jimmy Durante, Stan Laurel, Oliver Hardy e dei tre Marmittoni sono invece conosciuti da tutti.

Il lungometraggio MGM è, per l’epoca, certamente unico nel suo genere! Si distingue sia per l’utilizzo del personaggio di Topolino che per la sua intrusione all’interno di una sequenza animata inserita in un film live, con uno stile che strizza l’occhio alle Alice Comedies. La scena in questione è infatti puro divertimento disneyano degli anni ‘30.

Topolino appare nel bel mezzo del film quando un’invitata impaurita grida: “Un topo! Un topo!”. Jimmy Durante va ad aiutarla e si ritrova, con sua somma sorpresa, dinanzi al più celebre dei roditori che conserva proprio le dimensioni di un topolino rispetto agli umani presenti alla festa. Per di più, ha l’aspetto e il comportamento che lo caratterizzava nel periodo in bianco e nero, tipico degli inizi degli anni ‘30. Dispettoso, prende simpaticamente in giro il suo ospite deformando il naso per imitarlo. Jimmy Durante si sente offeso e lo sfida ad un duello che Topolino accetta e gli assesta un bel pugno… proprio sul naso!

Questa sequenza d’interazione tra un personaggio toon con un attore in carne e ossa mostra una perfetta padronanza tecnica. Walt Disney si serve qui, migliorandola, della sua esperienza accumulata con la serie delle Alice Comedies. La lotta tra Jimmy Durante e Topolino è d’altronde l’occasione per il celebre topo di propiziarsi i favori del pubblico che richiede sempre più suoi cortometraggi. Poi appare un piano e l’ambasciatore Disney presenta così una sequenza degna delle Silly Symphonies.

Il film passa, in questo momento, dal bianco e nero al colore, e propone il cartone The Hot Choc-Late Soldiers. Alquanto bislacco, questo cortometraggio, inserito nel film più lungo, appare piuttosto aggressivo. Mostra, infatti, soldati di cioccolata che vanno in guerra verso il paese dei pasticcini per combattere contro uomini di panpepato. Sulla strada, il gruppo di cioccolata ha la brillante idea di usare la tecnica militare del cavallo di Troia per assaltare la roccaforte del paese dei pasticcini e far prigionieri gli uomini di panpepato. I cioccolatini vincono grazie allo stratagemma impiegato, rientrano trionfanti in paese, ma in condizioni pietose. Il tutto ha un sapore stranissimo tanta è la violenza visiva con la sua schiera di feriti curati con oggetti zuccherosi (ad esempio una gamba viene sostituita da un lecca-lecca). The Hot Choc-Late Soldiers s’ispira certamente alla Silly Symphony Pasticciopoli del 1935, ma se quest’ultima aveva un lieto fine degno della reputazione delle produzioni di Walt Disney, il suo alter ego termina invece con un umorismo morboso (il sole, con un malizioso sorriso, si mette a riscaldare la terra più del solito per far sciogliere l’esercito di cioccolata), inconcepibile per la Casa di Topolino.

Tutta la scena è visionabile su youtube (cliccate qui!)

La grande festa è dunque sicuramente un film notevole sotto più di un aspetto. Non per la sua qualità intrinseca che in realtà è piuttosto scarsa, ma per il posto tanto particolare che occupa nella filmografia della Disney. Questo perché è l’unica vera opera realizzata dall’azienda di Mickey Mouse per un concorrente. Chiaro di luna contiene, infatti, un’insignificante sequenza in cui l’impronta di Walt Disney è quasi invisibile, e addirittura Labbra traditrici non fa che riprendere un cartone già prodotto dalla Disney. E poi La grande festa è, molto prima di Fantasia, il primo lungometraggio di Topolino, e – scusate se è poco – è il primo film su cui Walt Disney ha lavorato prima di Biancaneve e i Sette Nani. Infine, The Hot Choc-Late Soldiers è anche l’unica sequenza firmata dal papà di Topolino che mostri un violento cinismo.

La grande festa est è un’opera che ancora una volta stupirà i fan di Walt Disney che la potranno vedere. Il film è uscito in VHS NTSC negli USA agli inizi degli anni ‘90 ma non è più disponibile per la vendita. Da poco tempo esiste un DVD tedesco di questo film, purtroppo privo di traccia audio italiana, che lo rende ancora una volta più fortunato di Chiaro di luna (titolo originale: Servants’ Entrance, v. articolo precedente) che non ha mai visto la luce nel mercato home video. Quanto a Labbra traditrici (titolo originale: My Lips Betray), è sopravvissuta solo una copia parziale, custodita negli archivi dell’Università della California di Los Angeles.

adattato da zuzudisney.com



08 15th, 2008

Gus è un pilota della Royal Air Force la cui base si trova su un piccolo terreno nella campagna inglese. Durante una missione aerea, a colpire la sua attenzione è una creaturina della grandezza di una mano tutta occupata a praticare un buco nell’ala del suo aereo. Di ritorno alla base, Gus si affretta a raccontare la sua disavventura agli amici piloti. Dapprima increduli, questi ultimi si arrendono all’evidenza quando in volo si trovano di fronte allo stesso fenomeno.

Le piccole creature in questione si chiamano “Gremlins”. Le femmine hanno il nome di “Fifinellas” mentre i piccoli sono conosciuti come “Widgets”. Di derivazione mitologica, appaiono in Inghilterra nella stessa epoca degni gnomi, dei troll e altri folletti. Vivono in pace, lontani dagli occhi degli uomini, in una foresta lussureggiante tra la campagna inglese. La loro intera esistenza risiede nella loro unione spirituale con la natura. Il loro comportamento cambia radicalmente agli inizi della Seconda Guerra Mondiale quando si vedono privati del loro habitat naturale. Troppo impegnati a dar battaglia, gli inglesi decidono, infatti, di costruire un campo aereo proprio nella foresta rifugio dei Gremlin. Questi entrano allora in lotta contro gli uomini e scelgono di attaccare le loro macchine volanti. Prima restano nascosti nell’ombra, poi decidono di agire allo scoperto dopo il loro incontro con Gus.

I Gremlin dimostrano ogni giorno di più di possedere grande inventiva nelle loro malefatte, e per questo Gus e i suoi amici si danno da fare per convincerli a schierarsi dalla parte delle forze che combattono per un mondo libero contro gli aggressori nazisti…

I Gremlin hanno la stesso tipo di genesi di Destino. Sono infatti entrambi il frutto dell’incontro tra Walt Disney e Roal Dahl nel primo caso, e tra il Maestro dell’Animazione e il Maestro del Surrealismo Salvador Dalí nel secondo. Ma i punti di contatto si fermano qui, viste le enormi differenze nell’evoluzione dei due progetti. Destino è stato portato a termine (anche se dopo la morte di Walt Disney) ed ha avuto l’onore di essere distribuito in sala in un circuito limitato di cinema d’essai, mentre i Gremlin non hanno mai visto la luce. Roal Dahl diventerà così celebre come autore di romanzi per giovani, tra cui i più famosi restano senza dubbio Charlie e la fabbrica di cioccolato e James e la pesca gigante. Quest’ultimo è stato adattato dai Disney Studios nel 1996 in un lungometraggio a tecnica mista live action/stop motion. Oggi dei Gremlin resta solo un libro riccamente illustrato che dà un assaggio di ciò che avrebbe potuto essere il film.

Nato a Cardiff il 13 settembre 1916 in una famiglia agiata di origine norvegese, Roald Dahl conosce una gioventù dorata anche se movimentata. All’età di 4 anni, perde la sorella maggiore e il padre e così la madre decide di trasferire tutta la famiglia in Inghilterra. Durante la Seconda Guerra Mondiale, si arruola come pilota da caccia nella Royal Air Force. I combattimenti sono spietati e molte volte evita miracolosamente la morte. Nel 1940 l’atterraggio d’emergenza del suo aereo nel deserto del Sahara sormonta il suo desiderio di lotta attiva contro i nazisti poiché lo rende inabile al servizio aereo. Viene così assegnato a lavoro d’ufficio all’ambasciata britannica situata a Washington D.C. e approfitta di questo periodo per cominciare a scrivere. Condividendo con altri piloti della R.A.F. le mitiche storie dei Gremlin, s’interessa sempre più a queste piccole creature accusate di sabotare gli aerei da caccia. Come prescrive la disciplina militare, s’impegna per ottenere l’autorizzazione dai superiori prima di pubblicare il suo libro. Uno di questi, che da borghese è un produttore, gli suggerisce l’idea di rivolgersi a Walt Disney per un adattamento cinematografico. Roald Dahl si lascia convincere e incontra il papà di Topolino nell’estate 1942.

Nel frattempo, gli USA sono entrati attivamente nella guerra. L’attacco alla base americana di Pearl Harbor da parte dell’aviazione giapponese ha precipitato la grande potenza nel conflitto. I Disney Studios passano allora di fatto sotto l’influenza militare. Il loro strumento di produzione è interamente messo al servizio della propaganda per il mondo libero. Numerosi progetti vedono così la luce e, tra i più notevoli, il cortometraggio Der Fuehrer’s Face o il lungometraggio Victory Through Air Power. L’incontro tra Roald Dahl e Walt Disney non può cascare più a fagiolo di così! La primissima idea del papà di Topolino e di suoi fratello Roy, allora direttore finanziario degli Studios, è di negoziare per l’acquisto dei diritti dei piccoli personaggi. Colpito dal furto di Oswald nel 1928, Walt Disney è ormai inflessibile quando si tratta di assicurarsi il controllo totale delle sue creazioni. Ciononostante, senza mettere in discussione il talento del giovane Dahl, arriva ben presto alla conclusione che i personaggi dei Gremlin in realtà popolavano da anni le storie che i commilitoni dell’esercito inglese si raccontavano per distrarsi dalle tensioni e dalle preoccupazioni della guerra, una sorta di creazione popolare e collettiva, insomma. La popolarità dei personaggi era anzi divenuta tale che ben presto, ogni qualvolta un congegno non funzionava, anche in ambiente domestico, se ne attribuiva, scherzosamente, la responsabilità ai Gremlin. Dunque, anche se è innegabile il merito di Dahl che sicuramente aveva arricchito le sue storie di particolari e di elementi che le avevano valorizzate ulteriormente, a Walt è alla fine chiaro che la Disney può solo assicurarsi i diritti sull’eventuale design dei personaggi e sul testo di Dahl, ma non sull’uso del nome “Gremlins”.

Gli Studios si trovano in difficoltà anche per quanto concerne l’approccio artistico del progetto. Devono infatti conservare la particolarità dei Gremlin ma renderli simpatici. Il compito è arduo. In un primo tempo si pensa alla soluzione di elaborare un film con attori reali e cartoni in cui solo i piccoli protagonisti sono animati. In un secondo momento, agli inizi del 1943, una decisione di Walt Disney stesso cambia completamente le carte in tavola: il lungometraggio sarà al 100% animato. Nello stesso anno, un libro dal titolo The Gremlins viene pubblicato dalla Random House, con testo firmato dal Luogotenente Roald Dahl, diritti d’autore registrati sotto il nome dei Disney Studios e illustrazioni non accreditate all’epoca, ma successivamente attribuite a Bill Justice. La confusione si fa così ancora più grande. Quest’edizione segna tuttavia l’inizio del marketing che gravita attorno al progetto. I Gremlin disneyani appaiono in una delle storie della rivista di fumetti Walt Disney’s Comic and Stories in un numero del luglio 1943 e molti articoli di merchandising vengono messi in vendita allo stesso tempo. Frattanto (maggio 1943) vengono ultimati due copioni per il lungometraggio, ma si scopre che dei produttori concorrenti hanno progetti simili riguardo alle piccole creature. I fratelli Disney chiedono amichevolmente a questi Studios di non continuare a banalizzare i Gremlin togliendo così al pubblico l’effetto sorpresa del film che hanno in mente. La Warner Bros ubbidisce e con manifesta buona volontà cambia nome a due film con Bugs Bunny: Bugs Bunny and the Gremlin diventa Falling Hare e Gremlins from the Kremlin prende il titolo di Russian Rhapsody. Ma tutto ciò non impedisce di analizzare la situazione di impasse in cui si trova il progetto Disney. 50.000 dollari sono già andati in fumo e Walt Disney decide di fermare la produzione alla fine dell’anno 1943. Si spiega a Roald Dahl in una lunga lettera datata 18 dicembre 1943 e insiste in particolare sullo scarso entusiasmo delle case distributrici nel vedere un’ennesima produzione su un argomento bellico il cui mercato era allora saturo. Questa disavventura non intacca però i rapporti di rispetto reciproco che prevalgono tra Disney e Dahl.

Il design dei Gremlin sopravvive cionondimeno all’abbandono del progetto. Viene così utilizzato per le immagini distintive degli aerei dell’esercito americano e i piccoli personaggi vengono finalmente portati sul grande schermo nel 1984 dal regista Joe Dante. Questi si prende la briga di presentare delle creature molto più machiavelliche di quelle della storia originale. Rende però omaggio a Walt Disney strizzandogli l’occhio in una scena cult in questi i suoi orridi Gremlin vedono Biancaneve e i Sette Nani. Grazie al successo incontrato con la prima opera, il film conosce un seguito nel 1990. Il libro pubblicato nel 1943 cade invece nell’oblio fino ad una salutare riedizione nel 2006, a felice iniziativa della Dark Horse.

Il libro dei Gremlin è quindi un vero e proprio tesoro per tutti gli appassionati Disney. La lettura semplice che lo contraddistingue è gioia pura e consente di considerare come avrebbe potuto essere il lungometraggio eponimo se non avesse conosciuto la triste sorte di essere semplicemente abbandonato.

Il libro rivela i punti di forza e debolezza del progetto abortito di Walt Disney e Roald Dahl. I personaggi appaiono fin da subito emblematici con lo stile dal fortissimo potenziale di cui godono. Al contrario, le radici che il racconto affonda nella Seconda Guerra Mondiale sembrano tali da bloccare il futuro del lungometraggio. Come Victory Through Air Power e molto più di Saludos Amigos o I Tre Caballeros, il film avrebbe palesemente faticato non poco a sfidare gli anni. A questo si aggiungano delle debolezze evidenti nella sceneggiatura (che assomiglia più ad una serie di scenette che a un vero e proprio racconto unitario) e una conclusione che manca crudelmente di qualsiasi charme, e si otterrà un risultato poco convincente.

Ma non vuol dire! La riedizione di questo libro è encomiabile sotto più aspetti. Permette infatti di comprendere tutta la genesi di un lungometraggio d’animazione di un Walt Disney ancora in vita, a cominciare in particolare dalla ricerca grafica. Inoltre esso contribuisce a svelare il procedimento che porta al semplice abbandono di un progetto che tanto entusiasmante sembrava agli inizi.

Vera pepita storica, The Gremlins appagherà i fan e interesserà i neofiti. Da gustare nella quantità che merita.

adattato da zuzudisney.com e dai commenti di Hector su disneyvideo.altervista.org



La Disney perde Wicked

Author: Leprotto
07 22nd, 2008

Kristin Chenoweth e Idina Menzel

Circolava da un po’ di tempo la notizia che il celebre musical Wicked sarebbe diventato un film Disney nel prossimo futuro, notizia rivelata da due storiche attrici del musical, Kristin Chenoweth e Idina Menzel.

Ora si sa che il film effettivamente sarà prodotto, ma non in casa Disney, bensì alla Universal.

I diritti sul musical sono già stati acquistati dal produttore Marc Platt già produttore dello spettacolo a teatro. Si dice inoltre che il film sarà girato solo quando a teatro il musical avrà raggiunto il picco di popolarità: gli autori stanno in pratica aspettando il momento giusto e a quel punto si cercherà di realizzare la miglior versione su pellicola che lo spettacolo merita.

La sceneggiatura è comunque già al lavoro e non si sa se Idina Menzel e/o Kristin Chenoweth saranno coinvolte nel progetto tornando a vestire rispettivamente gli amati panni di Elphaba e Glinda, i ruoli con cui sono diventate famosissime negli Stati Uniti.

Per chi non avesse mai sentito parlare di questo musical, la storia è ambientata nella terra di Oz prima dell’arrivo di Dorothy, una sorta di prequel, antecedente ma al contempo parallelo al racconto dei libri di Baum e narra la rivalità tra Elphaba, la perfida strega dell’Ovest con la pelle verde, e Glinda la Buona… ma è davvero corretto etichettarle con questi aggettivi?

Source: http://www.variety.com/VR1117988927.html



06 25th, 2008

Trilli mentre... poggia il primo piede sul Viale delle Celebrità!

Molto clamore ha suscitato su diversi blog internazionali questa settimana la notizia che Trilli, la famosa fatina dalla polvere magica, si sta avviando a far parte del Walk of Fame di Hollywood. Senza peli sulla lingua, molti sono stati d’accordo nel dire che non avrebbero mai e poi mai dovuto farla volare fino a lì.

Le maggiori proteste sono arrivate dai fan di Cheeta, lo scimpanzè protagonista di ”Tarzan” e del ”Dr. Doolittle.” Gli agenti di Cheetah provano da anni senza successo a fargli dedicare una stella e i suoi ammiratori sono imbestialiti per la decisione della commissione di scavalcarlo per far spazio ad un cartone animato.  E Cheeta da parte sua ha comunicato col linguaggio dei disegni di non credere alle fate!
Ma in generale la lista di quest’anno è piuttosto scialba e include persone come lo Zio Jesse di “Padri in prestito / Gli amici di papà” e Kenny “Baby Face” Edmonds. Niente di strano se non sapete chi siano.

Non tutti i 25 nomi sono così assurdi: c’è Tim Burton, e Ralph Fiennes… Ma altri sono assolutamente irriconoscibili, come i Miracles. Senza “Smokey Robinson and” davanti al loro nome non sono praticamente nessuno!

Trilli è l’unico personaggio immaginario che avrà la stella quest’anno, ma sarà in buona compagnia sul Walk of Fame, dato che Winnie Pooh, Kermit la rana e Topolino ci sono già.

source: www.nj.com



Dumbo l’elefante volante

Author: Leprotto
06 10th, 2008

L'edizione Warner, la migliore per i puristi!

Dumbo l’elefante volante, oggigiorno noto solo come Dumbo, è per la sua dolcezza e la genuinità dei valori che trasmette un classico che non può scomparire dai nostri cuori. Il punto migliore di tutta la pellicola è sicuramente la sublime parata degli elefanti rosa, un episodio alla Alice nel paese delle meraviglie che sembra aver sbagliato film, ma non possiamo che essere contenti che l’abbia fatto! Gradevolissima la scena dei corvi che cantano facendo riferimento a mille modi di dire che si presterebbero benissimo ad essere simpaticamente interpretati in modo letterale. La scena in cui Dumbo si lascia cullare dalla proboscide della madre è di un incanto disarmante pur nella sua estrema semplicità e le note di Bimbo mio riescono sempre a toccare nel profondo i più sensibili. Al povero Dumbo denigrato ed isolato non possiamo non guardare con molta compassione ed immedesimarci a tal punto da pensare quasi di voler entrare nel televisore ed aiutarlo a risolvere i suoi problemi. Adorabile la frase di Timoteo che più o meno dice “Cos’hanno le sue orecchie? Io le trovo molto belle, decorative in un certo senso!”, perché mostra come tutto sia relativo e come a volte le stranezze vengano erroneamente viste come tali e non come valori aggiunti. Il riscatto finale del tenero elefantino muto riempie sempre di gioia ed a ciò contribuisce di certo la musica che scorre mentre Dumbo vola vittorioso nel tendone e quella che passa durante i titoli di giornale. Solo 61 minuti, ma densissimi. Di cosa, domandate? Di tutto, davvero un grande film, forse non ai livelli di Biancaneve o Cenerentola, ma comunque un gran bel film. Curiosità storica: questo fu il primo film Disney ad essere adattato in italiano da Roberto De Leonardis che di lì a poco sarebbe diventato il mitico e impareggiabile autore delle versioni nostrane di tutti i film Disney fino al 1983.

La prima edizione Buena Vista, ormai fuori catalogo.

PRIMA EDIZIONE BUENA VISTA

VIDEO: 5,5
Il video di questa prima edizione è estremamente granuloso e lo si nota particolarmente nella scena in cui Timoteo rimprovera i corvi (le sue orecchie rosa all’interno sono piene di puntini). Ma la cosa peggiore è che i cromatismi sono stati esagerati nella loro brillantezza e sono ben lontani da quelli originali presenti nell’edizione Warner. L’unico punto a favore che consente al video di questo DVD di raggiungere quasi la sufficienza è la grandezza dell’immagine che guadagna dettagli su tutti i lati rispetto alla Warner.

AUDIO: 6
Una volta tanto, il doppiaggio originale italiano non è stato mangiucchiato qua e là per colpa del rimissaggio in 5.1 ed anzi sono stati conservati gli errori originali consistenti in battute non in sincrono col movimento delle labbra. Il fruscio di sottofondo che è presente per tutto il film è non poco fastidioso e lo sfruttamento per il Dolby Digital è soffertissimo, ma avere l’audio originale è già tanto, visto che in Paesi come la Francia il film è stato ridoppiato negli anni ‘60-’70. Anche qui il voto sarebbe 7, ma il punto in meno è dovuto alla mancanza della traccia audio originale monofonica, almeno quella inglese. Invece dell’ebraico avrebbero potuto benissimo inserire un misero DD1.0 (cioè quello già presente nella Warner), ma questo sembra sia un trattamento riservato solo a pochissimi film eletti: peccato.

EXTRA: 6
Dell’edizione americana, ovviamente, abbiamo conservato le cose più stupide. Si salvano solo l’abbastanza lungo making-of e la galleria d’immagini. I 2 cortometraggi e i 2 canta con noi se li sarebbero potuti risparmiare e darci invece il commento audio e l’intro TV di zio Walt. Difficile capire che senso abbia comprare il DVD di un film per avere degli extra che sono perlopiù solo vagamente inerenti il film. Vogliamo sapere cosa c’è dietro al film, e per quanto Il topo volante sia un corto carino è già disponibile nelle Silly Symphonies! La sufficienza viene raggiunta perciò solo dalla galleria d’immagini e dal making-of doppiato in italiano. Di lieve interesse l’anteprima di Dumbo 2 (progetto oggi cancellato), anch’essa in italiano, ma niente di che.

L'edizione 'speciale'

SECONDA EDIZIONE BUENA VISTA (2007)

VIDEO: 6

Chi oserebbe mai definirlo un restauro? Dal primo DVD Buena Vista potevamo aspettarci una qualità non eccellente data l’eccessiva grana che rovinava il tutto, ma da questa nuova edizione che si fregia della dicitura “Edizione speciale” proprio no! Quello che ha di speciale il video di quest’edizione è che ci sono scene (pochissime) molto pulite e nitide e altre in cui lo sporco le rende quasi inguardabili. In molti casi è evidente che rimuovere tutto lo sporco era assai difficile, ma in altri avrebbe saputo farlo anche un bambino. Quando gli elefanti rosa camminano sul perimetro del televisore, Dumbo e Timoteo a mala pena si vedono in mezzo a quella miriade di segnetti bianchi disseminati sui fotogrammi. La cosa peggiore, comunque, sono i tagli superiore e laterale destro che a tratti non permettono una corretta visione della scena: se poi ricordiamo che tutti i televisori eliminano delle porzioni d’immagine, taglia lì taglia là non si vede più nulla! Per quanto riguarda i colori, invece, i cromatismi sono più simili all’originale.
In fondo dello sporco non dovrebbe importarci moltissimo, perché sappiamo che quando viene rimosso a fondo c’è sempre qualche modifica di troppo che viene operata, però il restauro non si può dire ci sia davvero stato (cromatismi a parte) e il taglio ai lati è troppo irritante.

L’AUDIO è identico alla precedente versione.

EXTRA: 7

Inspiegabilmente persi nella prima edizione, arrivano finalmente anche da noi il prezioso commento audio di John Canemaker e l’interessante introduzione televisiva di Walt Disney. Ci sono delle modifiche di lievissima entità rispetto ai bonus della prima versione, ma quello che conta davvero è rimasto e gli si sono aggiunte due chicche davvero super. Una volta tanto…



A tutto manga!

Author: Leprotto
06 9th, 2008

Mad Sonja

Nasce la nuova serie mensile targata Disney in stile manga dal titolo ”Mad Sonja”. La protagonista, Sonja Summer, è un’adolescente i cui sogni notturni talvolta si trasformano in incubi popolati da strani personaggi e ambientati in mondi fantasy. Quando tali incubi cominciano a manifestarsi nella realtà, Sonja comincia a porsi delle domande, a chiedersi se sta impazzendo (cioè diventando “mad”) o se nel suo passato è celato qualche oscuro segreto. Così, se da un lato continua la sua vita quotidiana tra amici, amori e lezioni da liceale, dall’altro entra in un mondo fantastico in compagnia di un particolarissimo animaletto, molto “kawaii” (termine giapponese, usatissimo nel mondo dei manga, che significa “carino”), il quale nasconde a sua volta parecchi segreti.

E oltre a “Mad Sonja”, ci aspettano diverse novità Disney-manga già pubblicate in altre parti del mondo con grandissimo successo:

giugno: W.I.T.C.H. 1
luglio: W.I.T.C.H. 2
agosto: Alla ricerca di Nemo
settembre: Monster & Co.
+ Lilo & Stitch
ottobre: Kingdom Hearts - Chain of Memories 1
novembre: Kingdom Hearts - Chain of Memories 2
dicembre: Nightmare Before Christmas

La scaletta per il 2009 è in preparazione ma non è stata ancora resa nota.

Source: fummettierobot.blogspot.com